
A Palermo “L’ARTE DI ABITARE”
al Casino delle Muse
dal 20 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027
Dal 20 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027 la Galleria d’Arte “Il Casino delle Muse” presenta un progetto espositivo che porta a Palermo il grande design del Novecento. In mostra arredi, lampade, vetri, oggetti e complementi che vanno oltre i concetti conosciuti classificati semplicemente come “arte” o “design”, che raccontano il tempo attraverso la lente dell’abitare, che hanno risposto a delle necessità specifiche di un’epoca, superandole e divenendone il simbolo.
Si tratta di pezzi firmati, tra gli altri, da Gio Ponti, Aldo Tura, Cesare Lacca, Romeo Rega,
Carlo Torrigiani, Ercole Barovier, Archimede Seguso, Mazzega e Maison Mercier Frères.
L’allestimento nasce dalla collaborazione tra il critico d’arte Giuseppe Carli e l’interior designer
Luigi De Cara.
Martedì 20 ottobre 2026 si inaugura negli spazi della Galleria d’Arte Il
Casino delle Muse di Palermo, in via XII Gennaio, 11, “L’arte di abitare”, il progetto
espositivo dedicato al design, al modernariato e alle arti decorative del Novecento,
visitabile fino a venerdì 29 gennaio 2027.
Mobili, lampade, vetri, oggetti e complementi d’arredo costruiscono un percorso nel quale la
storia del progetto incontra quella dell’arte, superando una distinzione che per buona parte del
Novecento è stata continuamente rimessa in discussione da architetti, designer, artigiani e
manifatture capaci di trasformare la funzione quotidiana in ricerca sulla forma, sulla materia e sullo
spazio.
La galleria d’arte rafforza così una delle componenti più caratteristiche del proprio progetto culturale, affiancando alla ricerca sull’arte contemporanea un’attenzione strutturata verso il design storico, il modernariato e le arti decorative, nella convinzione che abitare significhi anche scegliere le forme attraverso le quali costruire il proprio rapporto quotidiano con la bellezza.
Il percorso riunisce alcune delle firme più significative del design italiano ed europeo: Gio
Ponti, figura centrale nell’incontro tra architettura, arti decorative, editoria e progetto; Aldo Tura,
riconoscibile per la raffinatezza delle superfici e l’impiego prezioso della pergamena; Cesare
Lacca, interprete di una modernità elegante e funzionale; Romeo Rega, con il suo inconfondibile
rapporto tra metallo, geometria e lusso; Carlo Torrigiani, accanto a protagonisti della grande
tradizione del vetro come Ercole Barovier, Archimede Seguso e Mazzega, nei cui lavori l’antica
sapienza muranese incontra il linguaggio moderno trasformando il vetro in luce, colore e presenza
nello spazio.
Accanto alla tradizione italiana, la presenza di Maison Mercier Frères introduce la cultura
francese dell’ameublement e amplia la lettura del progetto in una prospettiva europea, ricordando
come il rapporto tra arte, arti decorative e spazio domestico abbia attraversato esperienze differenti
ma accomunate dalla stessa convinzione: l’interno non è un semplice contenitore di oggetti, bensì il luogo nel quale le forme entrano in relazione e costruiscono una visione.
«Esiste ancora un equivoco sorprendentemente resistente, quello che vorrebbe l’arte
confinata alla parete e il design consegnato esclusivamente all’uso – osserva Giuseppe Carli,
critico d’arte e direttore artistico della Galleria Il Casino delle Muse-. La storia del Novecento
dimostra invece quanto questa separazione sia fragile, perché quando il progetto incontra
l’intelligenza della forma, la qualità della materia e la capacità di interpretare il proprio
tempo, la distanza tra ciò che chiamiamo arte e ciò che chiamiamo design diventa molto meno
evidente».
La costruzione dell’allestimento è affidata al dialogo tra Giuseppe Carli e Luigi De Cara,
interior designer chiamato ad affiancare il critico d’arte nella definizione degli ambienti e delle
relazioni tra gli oggetti esposti. Una continuità tra arte e ambiente che trova forma la filosofia del
Casino delle Muse: un quadro contemporaneo può incontrare un mobile degli anni Cinquanta o
Settanta, un vetro di Murano può dialogare con una scultura, una lampada può modificare la
percezione di un’opera pittorica e un oggetto nato per essere utilizzato può improvvisamente
chiedere di essere guardato, perché la qualità non appartiene alle categorie e la bellezza non ha
bisogno di stabilire preventivamente se debba essere definita arte, design o arte decorativa.
Con “L’Arte di Abitare” alla Galleria D’Arte Il Casino delle Muse di Palermo si sottolinea il concetto che «collezionare significa anche riconoscere affinità tra epoche differenti e costruire attraverso opere e oggetti una geografia personale dello sguardo – conclude Giuseppe Carli-. Il contemporaneo non deve cancellare ciò che lo ha preceduto, ma può interrogarlo; allo stesso modo il passato, quando viene liberato dalla nostalgia, torna a essere sorprendentemente
presente».
La mostra sarà visitabile dal 20 ottobre 2026 al 29 gennaio 2027 presso la Galleria d’Arte Il
Casino delle Muse, in via XII Gennaio 11 a Palermo, dal martedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle
13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.30.
Ufficio stampa
Stefania Brusca
320 15 70214