La terra al centro – Navarra – Galleria Raffaello – Palermo

“La terra al centro” 

mostra personale del maestro Navarra, 

a cura dell’antropologa Rita Cedrini

Venerdì 5 Dicembre h 18

in via Notarbartolo 9e Palermo

La rassegna, 

composta da 30 opere, propone un percorso immersivo nel mondo pittorico di Navarra, dove tecnica e sentimento si fondono in un linguaggio iperrealista inconfondibile.

La mostra rimarrà fruibile fino al 20 dicembre osservando i seguenti orari:

da lunedì a sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:30.

Domenica, lunedì mattina e festivi chiusi.


Navarra nasce a Monterotondo in provincia di Roma nel 1965. Il suo è un percorso di vita fuori dall’ordinario. Figlio di ragazza madre viene affidato ad un collegio a soli tre anni, alternandosi in vari istituti. Fin da piccolissimo, ha manifestato il suo interesse per l’arte poiché istintivamente manipolava qualsiasi materiale plastico che gli capitava per le mani. Già, dalle scuole elementari, dava chiari segni di spiccata affinità col disegno e la colorazione: il suo primo quadro ad olio lo dipinge a otto anni, da quel momento la pittura sarà il suo costante e principale interesse. All’età di dieci anni approda alla città dei ragazzi di Roma. Questo istituto si rivelerà importante e fondamentale per la sua formazione, infatti, é qui che, a dodici anni, viene avviato alla ceramica artistica e, a tredici, gli assegnano una stanzetta tutta sua per poter dipingere. Sarà lo stesso direttore del collegio che lo iscriverà all’istituto d’arte dove si diploma in arte applicata. 

Riprendendo una committenza rifiutata, parte per Parigi e realizza un’affresco in un palazzo. Con l’occasione decide di fermarsi nella capitale francese per altri tre mesi dove, oltre a visitare musei e pinacoteche, farà anche l’esperienza che lo aveva sempre affascinato: l’artista di strada. Al rientro in Italia, decide di fermarsi a Rimini dove inizia la sua carriera da pittore vendendo le opere a varie gallerie e frequentando i salotti di viale Ceccarini a Riccione, occasione che lo porta al confronto con altri pittori, scultori, musicisti e letterati, giovani emergenti come lui, altrettanto interessati ai corsi e ricorsi storici, con lo sguardo fisso e teso al futuro. Sempre a Rimini trova anche l’amore con una donna siciliana, che sposerà e con la quale avrà tre figli. Successivamente, con la sua famiglia si stabilisce a Nicosia in provincia di Enna, dove Navarra tutt’ora vive ed opera, in questo paesino ricco di tradizioni, cultura, e bellezze architettoniche, un’isola..nell’isola! Navarra da sempre è attratto da tutti i luoghi dove vi siano quiete e bellezza, condizioni ideali e imprescindibili per il suo carattere riservato e riflessivo, anche se per lui la sua città natale, ha senz’altro un posto privilegiato nel suo cuore.

Per l’artista la ricerca e il perfezionamento della tecnica sono norme fondamentali che regolano e disciplinano gli aspetti più scientifici dell’arte, vere colonne portanti, per raggiungere il fine ultimo e cioè l’ “opera”. Queste, possono anche fungere come punto di partenza di un nuovo ideale in divenire: mentre il segno pittorico deve avere una sua solennità, così come il colore ha il compito di affidare a ogni segno un suono e viceversa, dal segno verso il colore. Elementi, questi, che devono condurre lo spettatore nell’incanto, suscitando pathos, in modo che l’opera possa raccontare se stessa. Interessandosi agli aspetti comportamentali del segno che usa in modo netto e deciso (sicurezza questa che gli proviene dai suoi trascorsi di decoratore di ceramiche) attraverso sapienti campiture di colore puro che articola e alterna diligentemente dà vita a movimenti suggestivi che si manifestano in dipinti figurativi o astratti. Quindi, la chiave di lettura della sua particolarissima nota stilistica va ricercata all’interno di un percorso pittorico divisionistico che usa ogni materiale utile alla realizzazione dell’opera pittorica o scultorea cercando il bello tra terreno e spirituale. Proprio per questo Navarra ama definirsi “un’ape operaia che vola via tra i sogni e tornando impollina la realtà.